Dalle pendici dell’Etna alla Francia, alla Spagna e alla Slovenia: i ragazzi della scuola secondaria di 1º grado dell’I.C. Carlo Alberto dalla Chiesa di San Giovanni la Punta diventano cittadini del mondo affrontando i grandi temi del millennio.
Abbattere le barriere dell’isolamento, ridisegnare il futuro del pianeta e stringere legami che superano i confini geografici sono lo straordinario bilancio delle recenti mobilità europee che hanno visto protagonisti gli alunni dell’Istituto.
Grazie ai fondi del programma Erasmus+, un progetto fortemente sostenuto dalla Dirigente Scolastica, Pierina Maddalena Calì, e portato avanti dalle referenti, le prof.sse Roberta Boninelli e Mariella Castelli, diverse delegazioni di studenti e docenti della scuola puntese hanno preso il volo verso tre mete europee: Cardedeu (Spagna), Lille (Francia) e Litija (Slovenia). Al centro delle mobilità c’è stata una vera e propria immersione in quattro macro-temi cruciali per le nuove generazioni: inclusione, cambiamenti climatici, metodologie STEAM e cittadinanza europea.
Il filo rosso che ha unito le tre diverse esperienze è stato, inevitabilmente, lo sviluppo di una solida cittadinanza europea. Vivere per una settimana nelle case delle famiglie ospitanti, comunicare costantemente in lingua inglese e condividere tradizioni culturali ed abitudini ha permesso ai ragazzi di toccare con mano il motto dell’Unione: “Unita nella diversità”.
“Torniamo a casa radicalmente cambiati,” racconta uno degli studenti al rientro dall’ultima mobilità. “Avere amici in Francia, Spagna o Slovenia rafforza la consapevolezza che l’Europa non è più un concetto astratto studiato a scuola, ma una rete di volti, storie e progetti in comune.”
L’Istituto “Carlo Alberto dalla Chiesa” si conferma così un polo educativo aperto al mondo, capace di offrire ai propri studenti gli strumenti culturali necessari per diventare i veri protagonisti dell’Europa di oggi e di domani. I diari di viaggio si chiudono, ma i progetti e i legami nati lungo queste rotte europee sono destinati a durare nel tempo.
Il presente articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Sicilia di lunedì 1º giugno 2026.
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